13/10 e 14/10 | Chiesa di Santa Maria rotonda e oratorio dei morti

LUOGO DELL’EVENTO: Via Santa Giulia

DESCRIZIONE DELL’EVENTO: Visite guidate, è consigliata la prenotazione al n. 0364.593810 Ufficio Segreteria del Comune di Pian Camuno (orari d’ufficio) entro lunedì 08/10/2018.

DATA E ORARIO DELL’EVENTO:
Sabato 13 e Domenica 14 ottobre
Visite guidate ore 14.30
e ore 16.00
(consigliata prenotazione)

REFERENTI E CONTATTI DELL’EVENTO:
Ufficio Segreteria del Comune
Tel. 0364.593810
info@comune.piancamuno.bs.it

DESCRIZIONE SINTETICA DEL BENE O DEL SITO STORICO-ARTISTICO:

LA CHIESA DI S. MARIA DELLA ROTONDA
La chiesa di S. Maria della Rotonda o del Castellazzo è di epoca quattrocentesca con portale in pietra simona datato 1439. Era la prima chiesa parrocchiale ed apparteneva a un convento delle monache di clausura del Monastero di S. Giulia di Brescia. Nel presbiterio, fra opere del Da Cemmo o della sua scuola, in bella mostra, si colloca l’altare della Madonna col Bambino, S. Giulia e S. Antonio Abate. L’altare ha una palaplastica divisa in tre nicchie. Nella nicchia centrale è rappresentata la Madonna seduta in trono con in braccio, a cavalcioni sulla gamba destra, il Bambino che regge nella mano sinistra una palla dorata con in cima una croce, anch’essa dorata, mentre nella mano destra porta una crocetta argentata. Entrambi sono incoronati. La Madonna tiene appoggiato tra la mano e la gamba sinistra un libro chiuso; è raffigurata con veste dorata e mantello, di due colori: marrone scuro internamente e dorato esternamente, che ricopre anche parte della nuca. Il Bambino, invece, porta un cencio, probabilmente non esistente in origine, ma applicato dopo, come si può intravedere dai frammenti sulla mano sinistra della Madonna (sull’anulare ma specialmente sul mignolo). I volti sono tondeggianti (il Bambino è paffutello) la loro perfezione è notabile dal colore degli occhi (verdemarrone) e dalle ciglia (ben visibili sul volto della Madonna); i capelli del la Madonna ricadono sulla spalla destra. Sul petto e sul polso destro del bambino sono state dipinte una collana e un braccialetto di perle rosse. Il complesso centrale delle statue poggia su una base che innalza le figure principali a cui è dedicato l’altare. Nella nicchia di destra è raffigurato S. Antonio Abate; dallo sguardo sereno. Nella nicchia di sinistra è rappresentata S. Giulia, con veste dorata stretta alla vita da una cintura marrone e sulle spalle un mantello marrone scuro; un velo dorato le ricopre il capo. Le statue di S. Antonio Abate e di S. Giulia sono di ridotte dimensioni rispetto alla Madonna col Bambino, sempre a significare l’importanza delle figure principali. Sopra la nicchia centrale, c’è una lunetta nella quale è rappresentato il Padre Eterno, raffigurato in mezzo busto, avvolto dalle nuvole. Ha le braccia aperte con le palme delle mani rivolte verso il basso, in atteggiamento benedicente. Il volto è coperto da una folta barba grigia. La veste è dorata, cinta alla vita da una fascia marrone. L’aureola è di forma triangolare a simboleggiare la Trinità. Le nicchie sono intervallate da colonne lesene di ordine corinzio, e arricchite da una cornice con motivo dorato su sfondo azzurro. Sui capitelli posa la lunetta ornata da una cornice con motivi tondeggianti; alle sue estremità due ali, formate da una spirale e soggetti vegetali, chiudono l’espansione orizzontale. La palaplastica termina in alto con una cimasa a volute.

ORATORIO DEI MORTI O DEI DISCIPLINI

La Cappella dei Disciplini sorge quasi in adiacenza della chiesa di Santa Giulia. A pianta quadrata poi sovralzata. All’interno, sulle pareti è una fascia con lesene viste in prospettiva sormontate da un architrave. Ogni riquadro ha poi un’apertura ottagonale con sfondo di cielo su cui spiccano figure di santi.
La Danza macabra di Pian Camuno, recentemente restaurata, è fuori da un contesto storico poiché risale alla seconda metà del 1600, ma risponde comunque ai criteri classici. Essa presenta due affreschi tra loro contrapposti (fisicamente, ma anche come tematica: in uno vi è un eremita, nell’altro un ricco) sul perimetro interno della costruzione definita come “Oratorio dei Morti o dei Disciplini”, accanto ai quali troviamo scene di dannazione e figure di santi. Gli affreschi sono di mano assai semplice, nei tratti e nel colore, e in quelli di Danza troviamo dei cartigli dove la morte, a seconda dell’interlocutore, accompagna la dipartita del protagonista con moniti piuttosto che con “consolazioni”. Interessante il cartiglio dell’eremita, dove la morte chiama a sé il religioso: “Vieni meco eremita, che gionto è il fin di tua vita”.