19/10 e 20/10| La Chiesa di Santa Chiara torna all’antico splendore

LUOGO DELL’EVENTO:

Antica Chiesa di Santa Chiara (via S. Maria n. 43, nel Borgo antico di Lovere)

DESCRIZIONE DELL’EVENTO

– Sabato 19 ottobre 2019 – ore 15:30: incontro di presentazione dei lavori di restauro conservativo delle pareti, dei decori e degli elementi architettonici interni dell’antica Chiesa di Santa Chiara a cura dell’arch. Piero Arosio e della Badessa Suor Debora Maria Pegurri. Seguirà visita libera alla chiesa sino alle ore 18:00.

– Domenica 20 ottobre 2019: apertura straordinaria della Chiesa di Santa Chiara dalle ore 15:00 alle ore 18:00 con visite guidate e intrattenimento musicale.

DATA E ORARIO DELL’EVENTO: 

Sabato 19 ottobre 2019 – ore 15:00-18:00

Domenica 20 ottobre 2019 – ore 15:00-18:00

REFERENTI DELL’EVENTO: 

Dott.ssa Enrica Vender

Responsabile Area Affari Generali del Comune di Lovere

tel. 035-983623 – int. 2 | e-mail: enrica.vender@comune.lovere.bg.it

 

DESCRIZIONE SINTETICA DEL BENE O DEL SITO STORICO-ARTISTICO:

L’antica chiesa di Santa Chiara, consacrata nel 1652, è una piccola perla incastonata all’interno del monastero delle monache Clarisse, costruito agli inizi del 1500 nel cuore del borgo rinascimentale di Lovere accanto all’Oratorio di San Martino.
Il tempio, innalzato sopra le fondamenta di una vecchia chiesa non più sufficientemente grande per ospitare il crescente numero di monache, vede la munifica partecipazione del reverendo don Agostino Lollio, detto Camotto, ecclesiastico in Roma.
La Chiesa di Santa Chiara si presenta oggi con una pianta ad una sola aula quadrangolare, preceduta da un nartece, con una copertura con volta a padiglione. Il presbiterio è anch’esso quadrangolare, con abside coronata da calotta a semiombrello. Tre sono gli altari: due laterali, dedicati alla Vergine e S. Carlo Borromeo, a S. Agostino e quello maggiore a S. Chiara con la pala raffigurante Santa Chiara che scaccia i saraceni. In basso a destra nella pala campeggia il ritratto orante del Camotto. A lui si deve l’arrivo da Roma di questa tela come anche quella con S. Agostino e S. Monica, entrambe opere di artisti di ambito romano. Ancora di ambito centroitaliano è la tela dell’altare di S. Carlo con la Madonna incoronata col Bambino tra i SS. Carlo, Francesco e un santo francescano.
A successive fasi sono invece da ricondurre gli stucchi, terminati entro il 1677, mentre al pittore loverese Antonio Morone si deve il ciclo con Santi e beati francescani (1687) che costituiva l’arredo absidale fino agli anni Settanta del ‘900, quando questa chiesa venne dismessa, a favore di una nuova cappella costruita su via Martinoli, di fronte all’ospedale. Sulla controfacciata si trovava anche la tela con la Madonna col Bambino e i SS. Chiara, Francesco d’Assisi, Martino, Bernardino da Siena e Gerolamo con il committente già pala della Chiesa di San Martino e opera di Francesco Chitò da Martinengo (1582), in passato attribuita anche ad Alessandro Bonvicino detto il Moretto.    
Oggi la chiesa è gestita dalla Fondazione “Domenico Oprandi” che si occupa del recupero dell’edificio e dell’organizzazione di eventi culturali.
Attualmente sono in fase di realizzazione importanti interventi di restauro che entro il mese di settembre 2019 restituiranno al pubblico la Chiesa con gli splendori di un tempo.