06/10 | PONTELUNGO… PONTELUNGO… Un’opera di riscatto. Ceto 1918-2018.

LUOGO DELL’EVENTO: Aula Consiliare- Giardino delle Primavere.

DESCRIZIONE DELL’EVENTO

Ore 17- Aula Consiliare : “Rinasce il Pontelungo orgoglio di ingegno e tecnica: i piedi nel passato lo sguardo avanti”. Proiezione e Relazione. Documento filmato che oltre a immagini d’archivio, descriverà le operazioni di montaggio e approdo sul versante isolato del primo ponte Bailey con immagini della progettazione della trave di varo del ponte provvisorio. Seguirà l’illustrazione a cura dei Tecnici, del Progetto definitivo del Ponte, il cui appalto è prossimo, e consentirà di avere un NUOVO PONTELUNGO.

Ore 19 “Di gola in gola” un momento di convivialità e confronto.

Ore 21- Giardino delle Primavere: Concerto dei LUF: una festa in musica idealmente dedicata a tutti coloro che vissero la Grande Guerra e restituirono pace, e al Pontelungo traccia di memoria.

DATA E ORARIO DELL’EVENTO:
Sabato 6 ottobre
Ore 17.00

REFERENTE DELL’EVENTO:
Ines Cappozzo Tel. 0364 436129
biblioteca@comune.ceto.bs.it

DESCRIZIONE SINTETICA DEL BENE O DEL SITO STORICO-ARTISTICO: Dal 2014 Del Bene e del Bello è stato per Ceto occasione di parlare dell’originario Pontelungo caduto improvvisamente il 2 giugno 2013. Risalente ai primi anni del novecento quando Impietrite vie venivano aperte per raggiungere i fronti di guerra sulle cime delle nostre montagne, il PONTELUNGO viene celebrato per il Centenario della Grande Guerra, diventando il simbolo di ponti ideali da costruire tra passato e futuro memoria e oblio, luoghi e persone .
Pontelungo… Pontelungo… titolo evocativo di una canzone degli Alpini della Prima Guerra Mondiale, Monte Nero…Monte Nero; è come un’eco che ritorna e, nel 2018, Ceto in ascolto continua a ricordare a modo suo.
Un’opera di riscatto. Dopo lo choc iniziale vissuto dal paese ha avuto il sopravvento la coscienza di avere subìto una perdita irrimediabile: la possibile fragilità di un manufatto che aveva la solidità del granito, è balzata come un tuffo al cuore.
Ha dominato il senso di tenerezza e nostalgia; il dubbio di aver arrecato al Ponte, affidandolo al tempo con una colpevole incosciente incuranza, un torto grave: a lui come fosse cosa viva e a qualcuno, sconosciuto e lontano, vero protagonista di questo capolavoro perduto. Il paese aveva smarrito una parte di sé quasi avesse perso un braccio o una gamba.
Andava ritrovata, restituita, rimesso tutto come prima.
Si fa strada quel sottile rimorso popolare, la voglia di riscattare una colpa collettiva, redimersi restituendo il maltolto, fare cosa giusta, e rendere giustizia vera agli uomini, artigiani della pietra, artefici dimenticati di quell’opera di ingegneria mirabile, che abbiamo amato senza dirglielo mai… Un aspetto emotivo più o meno espresso che investe la nostra Amministrazione e consolida, spronandolo senza sosta, l’impegno amministrativo, fino al traguardo.
Ecco perché è un’opera di riscatto: come tale, in questa trasparente sua natura non negata, ritrova nobiltà l’azione: un’ Opera Pubblica che parte dall’anima e l’anima ingloba per sempre.
Non sarà più in PIETRA il nuovo Pontelungo ma in FERRO. Altro nobile elemento che la natura nasconde nella pietra e nella terra, e disperde nell’acqua del Palobbia che scorre impetuosa dalle nostre montagne rendendola buona e saziante. Ferro dunque, fratello di nascita, in sintonia con le pietre e il tutto circostante.
Sorgerà sulle ceneri del vecchio ponte il Nuovo Pontelungo, come Monumento allo stesso e sigillerà un GRAZIE! per i secoli a venire.