01/10 | La vita ai tempi della Famiglia Panzerini

LUOGO DELL’EVENTO: Casa Panzerini, via Nazionale 151, Cedegolo

DESCRIZIONE DELL’EVENTO: Luca Giarelli, rappresentante della Società Storica e Antropologica di Vallecamonica, presenterà il libro “Banditi e fuorilegge nelle Alpi tra Medioevo e primo Ottocento”, quinto volume pubblicato a seguito dei convegni I.S.T.A. (Incontri per lo Studio delle Tradizioni Alpine). All’interno, sono contenuti 17 articoli riguardanti diversi malviventi attivi in area alpina in età pre-risorgimentale. Tra le figure analizzate compare Giacomo Panzerini, figlio del celebre Lodovico, che, vissuto a cavallo di metà Settecento, è ricordato come celebre fuorilegge per aver compiuto misfatti nell’antica Repubblica di Venezia e nella Valtellina grigiona. Nuovi documenti riemersi dagli archivi di Venezia e di Coira in Svizzera consentono di delineare con maggiori dettagli la figura del bandito e della sua banda, con un approfondimento specifico legato al cacciatore di taglie che ne tentò (invano) la cattura. A seguire avrà luogo la presentazione del cortometraggio “Ali di un cigno di raso”, a cura di Barbara Maffeis (artista locale), ambientato presso i saloni di Casa Panzerini. Storia fatta non di parole ma di sola musica, gesti e colori, che confida l’eternamente preziosa riscoperta del pericolo di pregiudizi e giudizi superficiali. Il cortometraggio s’ispira al classico della storia della danza “Lago dei Cigni” e nasce per incoraggiare a guardare negli occhi i cambiamenti e trovare una via alternativa per vivere ciò che si sente ci appartenga.

DATA E ORARIO DELL’EVENTO: domenica primo ottobre, dalle h20:00 alle h22:00

DURATA DELL’EVENTO: h2

REFERENTE DELL’EVENTO: Marina Bianchi

CONTATTI: Cell. 339 149 0415

DESCRIZIONE SINTETICA DEL BENE O DEL SITO STORICO-ARTISTICO: Casa Panzerini venne costruita nel 1630 per mano dell’omonima famiglia; l’abitazione, di notevole valore storico e artistico, fu donata nel 1978 dagli eredi al Comune di Cedegolo. Gli affreschi che impreziosiscono i suoi saloni la rendono un bene unico su tutto il territorio della Valle Camonica. Dopo l’opera di restauro, dal 2008 l’edificio è sede della Biblioteca Comunale di Cedegolo e di alcune associazioni.

07/10 e 08/10 | Grevo e le sue tradizioni

LUOGO DELL’EVENTO: Grevo, Frazione di Cedegolo

DESCRIZIONE DELL’EVENTO: È ormai consuetudine, durante il primo fine settimana di ottobre, ricordare gli antichi mestieri, i costumi e i cibi locali attraverso un mercatino dell’artigianato denominato “Quater pass coi persech”. Durante la manifestazione si potrà visitare in modo libero l’antico borgo di Grevo e immergersi nelle tradizioni e nei sapori locali grazie al tipico mercatino che si snoda lungo le vie di tutto il centro. Sarà inoltre possibile visitare l’antica parrocchiale di S. Filastrio, costruita nel 1400, ampliata nel 1613 e decorata da affreschi settecenteschi.

DATA E ORARIO DELL’EVENTO:
Visita libera a borgo antico e mercatini – sabato 7 e domenica 8 ottobre
Possibilità di visita alla parrocchiale di S. Filastrio – sabato 7 (dalle h16:00 alle h17:00) e domenica 8 ottobre (dalle h15:00 alle h18:00)

REFERENTE DELL’EVENTO: Marina Bianchi

CONTATTI:
Cell. 339 149 0415
dr.bianchimarina@gmail.com

DESCRIZIONE SINTETICA DEL BENE O DEL SITO STORICO-ARTISTICO: Il paese di Grevo (Gréf in dialetto camuno) è l’unica frazione del comune di Cedegolo. L’abitato ha una storia molto più antica del comune del quale oggi è frazione, tanto che fino al 1927 la sede comunale era situata proprio nell’antico borgo. Ritrovamenti preistorici di petroglifi quali coppelle ma anche reperti di arte figurativa confermano la presenza umana già nell’Età del Rame. Grevo è un borgo completamente immerso nella natura: dal centro è infatti agevolmente possibile avventurarsi in passeggiate all’interno di bellissimi castagneti e boschi antichi.

ALTRE INFORMAZIONI UTILI: è possibile visionare nel dettaglio il programma intero del mercatino sul sito del Comune di Cedegolo: www.cedegolo.gov.it

28/10 | La storia del lavoro rivive al musil

LUOGO DELL’EVENTO: musil (Museo dell’energia idroelettrica di Valcamonica), via Roma 48, Cedegolo

DESCRIZIONE DELL’EVENTO: Conservare e trasmettere la memoria del lavoro è una delle principali missioni del musil; da questo punto di vista l’installazione dedicata a Battista Pacchiotti – facente perno sul tornio su cui ha lavorato per decenni – acquista un valore esemplare. La personalità e l’entusiasmo di Pacchiotti, tipico esponente di quell’aristocrazia del lavoro formatasi attorno alle centrali idroelettriche camune, sono restituite dai filmati con videointervista che completano l’allestimento; il tutto si pone in un dialogo ideale con i documentari realizzati da Ermanno Olmi (visibili a pochi metri di distanza), cui Battista Pacchiotti era molto legato, avendolo aiutato nei lavori per il primo film a soggetto “Il Tempo si è fermato” (realizzato dal Maestro negli impianti idroelettrici in quota della valle).

DATA E ORARIO DELL’EVENTO: sabato 28 ottobre, dalle h16:00 alle h18:00

DURATA DELL’EVENTO: h2

REFERENTI DELL’EVENTO: Segreteria Museo

CONTATTI: Tel. 0364 61196

DESCRIZIONE SINTETICA DEL BENE O DEL SITO STORICO-ARTISTICO: Il Museo dell’energia idroelettrica ha sede nell’ex Centrale di Cedegolo, costruita tra il 1909 e il 1910 dalla Società Elettrica Bresciana per sfruttare la caduta delle acque derivate nel comune di Malonno sul versante orografico destro del fiume Oglio. Passata all’Enel con la nazionalizzazione, la centrale è rimasta in attività dal 1910 sino al 1962. Il percorso espositivo è concepito come un’esperienza multisensoriale ed interattiva; gli allestimenti del museo sollecitano infatti un coinvolgimento fisico-razionale-emotivo: corpo, testa e cuore lavoreranno insieme per spiegare la magica trasformazione di una goccia d’acqua in energia elettrica, con tutte le sue affascinanti coincidenze e conseguenze. Seguendo il “percorso dell’acqua” (dal suo formarsi nell’atmosfera al suo precipitare sulla terra, condensarsi in ghiaccio, raccogliersi nei laghi alpini, venire imbrigliata in dighe artificiali per poi arrivare nella centrale idroelettrica dove si trasforma in elettricità) sarà possibile immergersi nelle storie e nella cultura custodite dal luogo. Si ripercorrerà così l’epopea dei grandi lavori idroelettrici, la storia della costruzione di bacini, condotte, canali e opere idrauliche; si vedrà e comprenderà il funzionamento delle macchine che trasformano il movimento prodotto dall’acqua in elettricità e se ne indagheranno altresì gli utilizzi, la gestione e i sistemi di distribuzione.